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Tu chiamalo, se vuoi, riposino

Le mie figlie adorano fare il riposino insieme il pomeriggio. Quando Ginevra è a casa da scuola i pranzi si fanno più veloci e sono accompagnati da una sola domanda ripetuta a ciclo continuo “mamma ma che storia leggiamo?” fino al momento in cui, dopo aver tentato con tutti i titoli presenti in libreria, azzecco proprio quello che voleva lei e posso finire di mangiare la pasta in bianco diventata ormai colla. Appena provo ad addentare un’altra penna scotta, Ginni si butta giù dal seggiolone e Carolina si toglie il bavaglio fissando la sorella che si arrampica sulla libreria.

“Mamma io ho finito di mangiare, adesso andiamo a nanna dai”: basta spiegarle che devo finire di mangiare e lei, da brava bambina quale è, acconsente, si mette il libro sotto il braccio e resta ferma immobile a fissarmi. A ogni boccone sento la sua vocina “mamma hai finito adesso?”, faccio il cenno di no con la testa, metto un’altra penna in bocca e lei petulante: “Adesso invece hai finito? Non la senti Carol che urla mamma? Ha sonno anche lei, devi fare più in fretta dai”. Ok ho capito, mi butto 10 penne tutte insieme in bocca, mastico una palla che sembra calce e butto giù tutto con mezzo bicchiere d’acqua. Non faccio in tempo ad alzarmi che Ginevra non c’è più, è già sul lettone che chiama sua sorella la quale sbraita a più non posso per essere tirata giù dal seggiolone: la sbriglio, scende, corre, sale sul letto, ridono e io le raggiungo.

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Appena riesco a guadagnarmi mezzo posto in posizione orizzontale, la figlia più piccola cerca di mettermi entrambe le mani dentro la bocca ispezionandomi le gengive mentre leggo, l’altra a cavalcioni sopra le mie gambe mi dice continuamente “mamma leggi per bene dai, che così non capisco niente”… eh tesoro la fai facile tu, prova a parlare con un pungo in bocca e un cinghiale della Brioschi saltellante sullo stomaco.

Normalmente dopo “solo” 20/30 minuti riescono ad addormentarsi in posizioni improbabili, ma a loro avviso comode, io crollo come un’orsa in letargo e, se non mi svegliassero loro, forse potrebbero aspettare l’arrivo della prossima primavera.

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Ci sono delle rare volte in cui riesco a restare sveglia e mi soffermo a guardarle rendendomi conto di che regalo stupendo mi abbia fatto la vita permettendomi di averle, esattamente così come sono.

Vedere come si cercano l’una con l’altra anche durante il sonno mi ripaga di tutte le fatiche e di tutti i sacrifici. Sono sempre più certa che il dono di una sorella/fratello con cui crescere sia il regalo più grande dell’universo intero.

Altre riflessioni sul magico rapporto tra sorelle qui e qui

 

 

 

 

 

5 Responses
  • Avatar
    Federica
    16 . 10 . 2015

    Bel post ma posso chiederti di inserire le marche delle cose che indossano le bambine? Mi piace la maglia a righe di che marca è????? Grazie grazie

    • Avatar
      elisa
      18 . 10 . 2015

      Ci penserò, non lo faccio perché non i tutti i post parlo di prodotti ma sono ben lieta di rispondere se interessa qualcosa.
      Nel caso della maglia a righe indossata da Carolina si tratta di un capo H&M che apparteneva a Ginevra.

  • Avatar
    Amalia Bonfanti
    16 . 10 . 2015

    leggo ma non commento mai però devo dirti che le tue foto mi fanno sempre emozionare e sembrano molto naturali che trucco usi potresti spiegarlo in un post !

    • Avatar
      elisa
      18 . 10 . 2015

      Amalia che bel commento, grazie! Le mie foto sono sempre naturali e “fermo immagine” di vita reale, nessuna posa, nessun posto cercato per fare qualche scatto. Adoro fare foto da autodidatta, ma non voglio che le mie figlie lo vedano come un lavoro, loro devono fare le bambine e se esce qualche bella foto tanto meglio. Per quanto riguarda il mio trucco te lo spiegherei ma non so neanche io.

  • […] sì ) è uno dei blog che adoro per l’ispirazione e per le foto magnifiche. Quella di questo post, vale da sola il click e la lettura. E anche quella merita, sapevatelo (e anche il titolo, […]

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